Ed è anche paradossale sentirsi indignati (e/o incazzati), contro questa cosiddetta dittatura finanziaria che ha e sta causando tutti i nostri mali, mentre si cerca di mantenere la calma e la razionalità all'interno di una manifestazione che avrebbe dovuto avere (ed ha avuto, tutto sommato) i crismi della pacifica contestazione. “Pacifica contestazione”, che è ciò che vuole quel sistema che ha portato la nostra esistenza quasi allo zero. Con la pacifica contestazione ce ne andremo, tutti poveri, in paradiso.
Purtroppo infiltrati e violenti, black bloc e teppisti, con una regia oscura, avevano già progettato questa ennesimo tentativo di far fallire la protesta globale. E sono riusciti nell’ennesimo tentativo di far fallire una grande manifestazione.
Può darsi che un giorno lo capiremo, quando saremo realmente e definitivamente arrivati sul lastrico, che la troppa contestazione garbata e democratica degli indignados non potrà bastare a rovesciare e isolare né gli infiltrati e i teppisti, né gli autori della nostra crisi. Che dalla troppa pacifica garbatezza non ne uscirebbe nulla di nuovo tranne che i ciclici mariodraghi presidenti bce e i futuri capezzoni di mestiere portavoce, eccetera con tutti gli altri.
Fonte
La Saga degli Indignati
Il nostro è un paese nato dalla folle mente di Mazzini, massone, stregone e satanista. E’ stato condotto all’insegna dei poteri occulti ed occultisti in cui la popolazione non ha mai contato nulla. Il popolino è servito di volta in volta come forza lavoro di bassa lega. Il popolo proletario, come ammoniva Pasolini, è dietro le squallide divise dei poliziotti (a proposito, perché a Roma in tenuta antisommossa c’erano anche le guardie forestali?) ma non dietro chi quelle divise imbratta di sangue. A chi giova il gioco delle parti? A chi giova il chaos? Ordine dal caos è il motto dei grandi banchieri: vi dice niente, indignati?
Indignati oggi nel 2011 perché hanno messo le mani nel fondo dei vostri portafogli? E nei vostri cervelli? Ve ne accorgete solo ora? Indignati? Incazzati, no? Non mi bevo la protesta, non mi piacciono i blindati incendiati che coprivano con il loro olezzo l’aria della città dei fine settimana, del silenzio, dei kebab e delle pizze nordafricane. Indignati alla fila al bancomat, alla fila nei supermercati, alla fila davanti alle televisioni di regime che cantano le loro inutili gesta con il coro delle pale degli elicotteri.
Tutti attaccati ai loro cellulari mangia cervello per raccontare la loro bella esperienza. In-dignati, siate perlomeno degni. Degni rappresentanti del genere umano pensante. Occhio al gioco delle parti, già scritto, già sceneggiato, già girato e già, purtroppo, digerito. A nessuno frega niente delle vostre azioni, non lo capite? Non riuscirà un fine settimana di violenza a riscattare una vita belante, al soldo del vostro peggior nemico, no? Siamo sotto un controllo attento, solo con duri esercizi di consapevolezza sarà possibile uscirne.
